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DiLCo Laboratorio per i Disturbi del Linguaggio e della Comunicazione

 

  • Obiettivi e ambiti della ricerca
  • Le nostre basi teoriche
  • Interdisciplinarietà
  • La raccolta e l’elaborazione dei dati
  • Orientamento dell’attività di ricerca
  • Attività di formazione e di consulenza
  • Finalità del Laboratorio
  • Componenti del gruppo di ricerca
  • Attività di ricerca in corso
  • Pubblicazioni del gruppo consultabili in rete
  • Contatti
  • Test psicolinguistico SALBI
  • Master di I livello "Disturbi del linguaggio e della comunicazione"
  • Strumenti bibliografici
  • Link utili
  •   Componenti del DILCO


    Laboratorio DiLCo
    Dipartimento di Linguistica
    Università di Firenze
    piazza Brunelelschi 3-4
    I-50121 Firenze (Italia)

    dilcoATunifi.it    


    Notizie:

    Il prof. Mario LAMBIASE (Centro don Orione, Ercolano) ha tenuto due conferenze dal titolo:

    L'Autismo: un enigma  scientifico, 24 ottobre 2008,  ore 10.30, Sala Comparetti, piazza Brunelleschi 3-4
    L'Autismo:  un mondo "nascosto", 25 ottobre 2008, ore 10.30,  Sala Comparetti, piazza Brunelleschi 3-4


    Obiettivi e ambiti della ricerca

    Il laboratorio DILCO assume come proprio oggetto di ricerca i disturbi del linguaggio e della comunicazione, quali essi si presentano in relazione ai diversi quadri clinici sia in età evolutiva che in età adulta.
    L’obiettivo è quello di dar vita ad un impianto metodologico che si dimostri capace sia di elaborare ipotesi esplicative dei differenti disturbi in relazione alle rispettive caratteristiche neurobiologiche e funzionali, sia di costruire un collegamento costante fra la ricerca teorica e la progettazione di possibili interventi. Riteniamo infatti che si possa progettare un percorso riabilitativo adeguato solo partendo da un’analisi funzionale del soggetto, e non da etichette nosologiche o da modelli precostituiti.


    Le nostre basi teoriche

    Tenendo conto delle ricerche nel campo della neurobiologia quali quelle di Changeux, ciascun cervello non sembra essere formato dall’asseblaggio di circuiti preformati, come sarebbe invece un computer. Piuttosto esso si sviluppa progressivamente e in continua interazione col mondo esterno attraverso processi di stabilizzazione selettiva, che investono quindi la relazione sistematica tra struttura e funzione. Di conseguenza, ciascun cervello è un evento unico, in quanto sistema dinamico in continua evoluzione risultante dal rapporto interno/esterno.
    Se dunque i cervelli sono sistemi dinamici che si auto-organizzano (prendono input nella forma di stimoli e danno output nella forma di risposte), allora le cortecce sensoriali sono coinvolte nella costruzione di configurazioni di attività in risposta agli stimoli. Questa operazione è una transizione di stato mediante la quale la corteccia cambia repentinamente da una configurazione spaziale all’altra. Ciascuna di queste transizioni implica apprendimento: perciò ogni cervello forma una traiettoria di apprendimenti nell’arco di tutta una vita.
    Le configurazioni spaziali riflettono il contenuto dell’esperienza individuale; le configurazioni delle reti neurali rappresentano le continue transizioni di stato, quindi gli apprendimenti; gli output, allora, non esprimono l’identità del materiale in ingresso, ma l’insieme di esperienze che il soggetto ha intrattenuto con quel materiale. E’ come dire che il cervello è in grado di conoscere solo la propria esperienza della realtà e non la realtà direttamente.
    Le caratteristiche di auto-organizzazione del cervello come sistema dianamico fanno sì che quando una trasformazione interviene, è come intraprendere una biforcazione, nessun ritorno indietro è possibile. Ciò implica che ogni malfunzionamento all’interno della rete neurale non avrà compensazione, di conseguenza l’intero sistema viene a risentirne.


    Interdisciplinarietà

    Tutto ciò rende evidente la necessità di adottare un impianto metodologico che si collochi al crocevia di disciplinarietà differenti: linguistica, psicolinguistica, neurobiologia, psicologia, neuropsicologia costituiscono la base interdisciplinare necessaria. Proprio da questa base prende il via un metodo di lavoro in cui l’incontro di competenze diverse porta ciascuna a compenetrarsi con l’altra, a “contaminarsi”, rendendo le rispettive frontiere porose, permeabili e flessibili, continuamente spostabili, entro un processo di progressiva “creolizzazione”.
    Per noi, fare propria la sfida ai mescolamenti, che perdono l’andatura di un disordine passeggero per divenire una dinamica fondamentale, significa aver capito che solo costruendo contaminazioni concettuali possiamo ambire a penetrare la superficie dei fenomeni.


    La raccolta e l’elaborazione dei dati

    Con questa ottica le indagini sono rivolte all’analisi dei singoli comportamenti linguistici e comunicativi esibiti dai soggetti in relazione ai differenti quadri clinici, mettendo a fuoco:

    1. Le differenti forme di comunicazione verbale emergenti, sia come enunciati spontanei in situazione comunicativa familiare e/o terapeutica, sia come enunciati prodotti su sollecitazione e/o ripetizione;
    2. Le forme di comunicazione non verbale che possono comparire in funzione compensatoria o vicaria.

    Per quanto riguarda in particolare l’analisi dinamica delle competenze linguistiche, essa si basa su dati empirici raccolti mediante registrazioni audio e video nel corso di:

    • Osservazioni libere;
    • Interviste semi-strutturate;
    • Somministrazione di test diagnostici;
    • Momenti di gioco (per l’età evolutiva);
    • Momenti d’interazione;
    • Uso di software specifici.

    I dati raccolti sono sottoposti ad elaborazione mediante:

    • Uso di software specifici per l’analisi del parlato;
    • Valutazione delle prove eseguite;
    • Valutazione di indagini neurobiologiche associate.

    Tali dati vanno a formare nel tempo una Banca Dati, costituita da file audio e video, schedati per patologia e a disposizione degli studiosi che ne facciano opportuna richiesta al gruppo di ricerca.


    Orientamento dell’attività di ricerca

    In generale l’attività di ricerca è orientata verso:

    • Disturbi specifici del linguaggio;
    • Disturbi secondari del linguaggio, connessi a sindromi di varia natura quali ad es. sindrome di Down, autismo;
    • Disturbi dell’apprendimento (dislessia, disgrafia, discalculia);
    • Le afasie.

    Dall’analisi delle variabilità individuali, la ricerca si propone di risalire all’individuazione delle possibili invarianze quali ipotesi funzionali plausibilmente associabili ai comportamenti esibiti (in relazione ai diversi quadri clinici) anche sulla base del loro intreccio coi dati neurobiologici associati.


    Attività di formazione e di consulenza

    In collegamento all’attività di ricerca, il Laboratorio si propone di sviluppare anche un’attività di formazione, mediante la realizzazione di corsi e/o seminari, aventi come tema i processi di percezione e produzione del linguaggio nella normalità e nei disturbi, rivolti agli operatori sul territorio e a quanti desiderino avere una preparazione multidisciplinare nel campo oggetto di ricerca del Laboratorio. E’ inoltre prevista nel futuro un’attività di consulenza, diretta alle figure professionali operanti sul territorio, sulla base del legame stretto tra ricerca e intervento entro processi di valutazione finale e individuale.


    Finalità del Laboratorio

    Il Laboratorio intende pertanto promuovere:

    • Lo studio, la ricerca, la sperimentazione scientifica sui disturbi della comunicazione e del linguaggio anche in collaborazione con Organismi altamente qualificati quali Università, Enti Nazionali e Internazionali affini per attività e finalità;
    • La formazione degli operatori nel settore appartenenti all’area sanitaria, educativa e riabilitativa, anche con la collaborazione di Organismi od Enti Nazionali ed Internazionali;
    • L’offerta di riferimenti tecnico-scientifici ad associazioni od Enti che si interessano o svolgono attività di rieducazione nel campo dei disturbi della comunicazione e del linguaggio;
    • L’informazione attenta e precisa sulle attività di ricerca e sui lavori di DILCO anche nei confronti degli organi amministrativi e legislativi;
    • Tutte le attività e le iniziative che si rivelino utili per il raggiungimento delle finalità di DILCO.

    Componenti del gruppo di ricerca
    • Prof.ssa Luciana Brandi (Professore associato di psicolinguistica e responsabile scientifico del DiLCo luciana.brandi atunifi.it)
    • Prof. Mario Lambiase (Neurologo, membro onorario)
    • Dott. Dimitri Becheri (Dottore in medicina e chirurgia, specializzando in geriatria becheri atmsn.com)
    • Dott. Andrea Bigagli (Dottore di ricerca in linguistica  andrea_bigagli atvirgilio.it)
    • Dott. Franco Della Maggiora (Psicologo francodellamaggiora attin.it)
    • Dott.ssa Caterina Grillo (Dottore in psicolinguistica, si occupa di musicoterapia applicata ai disturbi del linguaggio)
    • Dott.ssa Stefania Lucchesini (Dottoranda in linguistica slucchesini atvirgilio.it)
    • Dott.ssa Cecilia Picchi (Dottore in lingue; personale tecnico-scientifico del Dipartimento di Linguistica cecilia.picchi atunfi.it)
    • Dott.ssa Beatrice Salvadori (Dottore di ricerca in linguistica e logopedista, b.salvadori attin.it)
    • Dott.ssa Silvia Stanchina (Dottore in psicolinguistica, si sta specializzando in disturbi del linguaggio e pratica riabilitativa presso l'Università di Verona)

    Attività di ricerca in corso
    Pubblicazioni consultabili in rete
    Per comunicazioni: dilco atunifi.it  
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